“Come se una forza superiore non volesse che mi ritagliassi un ricordo materiale…”

sogno cattedrale etna

di Elisa Labrini

Artwork: Elisa Labrini

Il racconto che abbiamo scelto per oggi è quello di Elisa Labrini, 27 anni, di Reggio Calabria. Ci invia un sogno molto particolare, che lei stessa interpreta come una manifestazione inconscia del  “desiderio di viaggiare”.

Amo viaggiare e, come nella realtà, anche in sogno immagino posti incantevoli e meravigliosi. Questa notte ho sognato qualcosa di veramente particolare. Vorrei trasportarvi nella mia “prospettiva onirica”…:

Mi trovavo all’interno di un edificio e salivo estenuanti rampe di scale, per poi arrivare in cima…affannata ma sorpresa nello scorgere un meraviglioso panorama.  La cattedrale di San Marco accostata alla vista maestosa dell’Etna, tutto ciò a due passi da me. Mi sentivo davvero piccola in confronto a tutto questo: una visione così ravvicinata ma, allo stesso tempo, sospesa in un pavimento di soffici nuvole. Incredula, mi guardo intorno e mi accorgo di un portone bianco con accanto un campanello dorato. Quasi sembrava di essere in paradiso, una visione celestiale. Volevo immortalare quel momento così perfetto, che dava un senso di pace e di libertà, ma mi veniva in qualche modo impedito. Come se una forza superiore non volesse che  mi ritagliassi un ricordo materiale, tentavo e ritentavo ma non ci riuscivo. A un certo punto mi viene recapitato un messaggio, non una voce, non un suono, ma un messaggio diretto alla mia mente:  questo portone non si aprirà finché proverai a scattar foto.  Stupita e intimorita rimango a riflettere davanti a questa visione, come a voler immortalare nella mia mente per l’ultima volta questo scatto. Decido, alla fine, di non voler varcare la soglia del portone e scappo via. Cosa c’era di così grande dietro? Cosa poteva esser così potente da impedirmi di immortalare un ricordo?

Al mio risveglio ho ricondotto tutto a questo periodo di forzata clausura. Forse la mia voglia di viaggiare, di sentirmi libera è talmente forte da far scaturire nel mio inconscio viaggi immaginari e accostamenti di paesaggi da Nord a Sud. In fondo, non ci resta che accorciare le distanze, almeno in sogno.

Grazie Elisa, per averci trasportato in una dimensione nuova, che non può essere fotografata ma solo immaginata.

Buona Pasqua a tutti, anche se a distanza!

Anna Toscano

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