Estratti da “Macadam” di Stefano De Napoli @un_nottambulo; artwork: @dlavigne
Secondo Canto
Un impiegato
sapeva fingere l’amore
aveva visto la sua passione
dietro il vetro d’un ufficio
i loro sguardi si eran presi d’un tratto
e le sue labbra avevano creato
un impercettibile spazio d’aria
per dirgli che come un pagliaio bagnato
quel suo incendio
era difficile d’accendere.
Poi, in un secondo di frastuono,
dalle nuvole secche ha liberato il fulmine
che con la giusta carica
avrebbe potuto bruciare un’intera città.
Un impiegato
voleva immaginare l’amore
Il poeta dei lampi
voleva prendere il fuoco.
Icaro
Icaro abbracciato alle nuvole
riconosce il suo errore
ma il vapore è troppo leggero
per non finir nella polvere.