di Deborah Zingariello
artwork: Kevin Yaun
Silenzio del mare
Fermati in nome del mare.
Osserva come rincasa sugli scogli
svettato dalla pietra mediterranea
con la stessa inquietudine
con cui ristagna sulla battigia.
Senti il silenzio del mare.
Ascolta come il suo canto
straziato tra gli scorci delle tamerici
evoca nella quiete l'urlo muto
di chi non può fermarsi.
Contempla del mare la sua chioma
crespa, tra la materia indistinta del cielo
tasta la terra che ospita la vita compiuta.
Rivela il tormento nella marea
pronuncialo in silenzio
e scorgilo nella più sublime ammirazione.
Contempla la natura nella sua interezza
ed è così che si annuncia l'orda
in tutta la sua lirica indicibile.
Fermati
e senti il tuo tempo scivolare
tra i lembi di carne
che pregustano in pace
la sapidità delle acque.
Senti
e accogli il tempo che ti trapassa
come la sabbia tra le fessure delle dita
e ascolta come lo scroscio del vento
ti avvolge in un fremito
incontenibile.
Sii grato del tuo tempo perso
ricorda con amore il tempo perduto
ricerca con cura il tempo da perdere
perché la perdita spesso
è accoglimento del tutto
e scorda il divenire delle cose
perché le cose accadono
indissolubilmente.
Corridoio del sogno
Tra i faggi e le chiome dei tigli
trionfa una striscia di cielo
come l'imminenza di un fulmine
incandescente, nel suo celeste estivo.
È scolpita dalle fronde degli alberi,
forse è il corridoio del sogno
che si annuncia al mio sguardo
e mi invita a percorrerlo
sempre di più, sempre di più
e sempre più celeste
ammicca spudorato alla mia sete.
Ora le mie radici librano nell'atmosfera
si edificano in essa, nutrite dal vento
sboccio matura tra le nuvole
sospesa tra il reale e il sogno
e il cemento ha perso materia.
È così semplice vivere
se appesi sui rami del cielo.
Fluttuare tra il brusio delle foglie
che duella con il vento
ed essere spettatrice degli eventi
ricercando questo eterno istante
esteso nella penombra estiva.