“15 dicembre, La Plata, Argentina…”

“El quiosco” di Pedro Aversa @aversa.pedro; foto: @carlaphotosz.

15 dicembre, La Plata, Argentina. Un caldo torrido infesta la citta. Un vecchio, Salvatore Poloni, detto El Zapa, proprietario di un chiosco en calle 49-139, combatte il caldo con un ventilatore.
Assapora il silenzio del suo chiosco, quando all’improvviso, il campanello della porta suona. Un giovane sulla trentina, si avvicina alla cassa.
El Zapa «Buenos días.»
«Buenos días.»
«Que calor, no?» dice sorridendo il giovane
«Que te puedo ofrecer?» gli risponde serio il vecchio
«El diario Clarin y un paquete de Marlboro.»
«No tengo mas El Clarin.»
«No? Perché?»
«Quel giornale de gorillas dice un sacco di cazzate.»
«Questa è una tua opinione.»
«No. Questa è la realtà dei fatti.»
«Come fai ad esserne sicuro?»
«Sabes lo que paso en el barrio la semana pasada?»
«Non sono del posto. Que paso?»
«Due pendejos si sono quasi ammazzati a vicenda»
«E allora? Questo cosa centra con el Clarin?» ridacchia il giovane, quasi a prenderlo in giro.
«El Clarin ha reso nota la notizia riempiendola di cazzate scandalistiche solo per vendere»
«Come se ne avessero bisogno…»
«Hai ragione, non ne hanno bisogno, però è gestito da flores de hijo de putas che pensano solo a
guadagnare»
«No es verdad. No es todo una mierda»
«Sì, invece.»
«Se non crediamo all’informazione, a cosa possiamo credere?»
«Tu sei giovane. Se avessi visto quello che ho visto io, non la penseresti così.»
«Bha! Non saprei.»

«Guarda quel quadro» Dice indicando un piccolo quadro situato sopra la porta d’entrata del chiosco.
Il giovane osserva il quadro e risponde «Ci sono due persone.»
«Io e mia moglie. Leggi appena sotto la foto, se riesci.»
«15 de enero de 1980. Cosa significa?»
«Quello è il giorno in cui ho inaugurato questo locale.»
«E tua moglie, lei dov’è ora?»
«Morta.»
«Mi dispiace.»
«Non ti preoccupare. È morta una settimana dopo l’inaugurazione.»
«Cosa?»
«Sì.»
«Era malata?»
«Non lei. El pais era malato.»
«La dittatura.»
«Sì.»
«Puta madre!»
«Per questo...per questo capisci che non posso fidarmi del governo. Qualunque governo sia.»
«Sì, ma non ho capito cosa centra il governo con el diario Clarin»
«Clarin è il governo.»
«Balle» risponde stizzito il giovane
«È successo con la dittatura, è successo con Menen, è successo con Macri…e sta succedendo anche adesso.» ribatte il vecchio in modo pacato e sicuro.
«Il giornalismo non deve essere influenzato dalla politica»
«Hai ragione. In un paese civile non dovrebbe. Però aqui estamos 
en Argentina. Una settimana dopo l’apertura di questo chiosco un’inserzione in pagina 4 del Clarin, diede la notizia che cellule
comuniste erano state avvistate nei pressi di La Plata. Lei, Carla, era un angel. Faceva volontariato, aiutava i più deboli, era buona con tutti…» comincia a piangere.
«Forse è solo una coincidenza» cerca di tranquillizzarlo il giovane
«Lei era da poco diventata responsabile di un giornalino locale che se llamava “el Rojo”»
«Cazzo…»

«Io ero in banca a depositare l’incasso della prima settimana quando la presero. Ricordo che
litigammo perché toccava a lei andare, ma non voleva. Se fossi stato più duro, forse a quest’ora lei
sarebbe viva» si copre il viso con le sue grandi mani per nascondere le lacrime che come fiumi scorrono tra le sue rughe.
«L’hai più rivista?»
«No. Né lei, né il suo corpo. Mi rimane soltanto quella foto e un ricordo che ogni giorno si fa più
sbiadito.» si asciuga le lacrime, si soffia il naso con prepotenza e continua «scusa se ti ho ammorbato con la triste storia di un vecchio.»
«Non preoccuparti. Mi ha fatto piacere sentirti» sorride, poi dice «Sai cosa ti dico, fanculo El Clarin, dammi il giornale che ritieni più veritiero.»
«Esta bien.» Il vecchio prende un giornale di nome “El Rojo” e glielo appoggia sopra la cassa. Lui non dice nulla. Sorride e basta.
«Cuanto vale todo?»
«15 pesos»
«Gracias…»
«…Zapa, llamame Zapa.»
«Zapa. Yo soy Jorge.»
«Jorge. Bellissimo nome.» Dice con uno strano luccichio negli occhi.
«Gracias»
Fa per andarsene, poi si ferma e si volta verso il vecchio.
«Ma te alla fine sai perché quei due si sono accoltellati?»
«Certo che lo so! Si guardavano male.»
«Si guardavano male e…»
«...e niente.»
«E niente? Però…»
«Jorge» Si abbassa gli occhiali e lo guarda da sopra gli occhiali, de reojo «Estamos en Argentina.» ridendo
«Tienes razon.» Sorride di rimando, poi conclude «Y el Clarin cosa diceva a proposito?»
«Diceva che tutto si poteva collegare con un affare di droga avvenuto nel Gran Buenos Aires.»
«Ah, classico.»
«Sì, classico.»
«Hasta luego Zapa»
«Hasta luego Jorge»

Chiusa la porta, il campanello suonò per un paio di secondi, poi El Zapa ritornò a guardare il legno ruvido della del tavolo della cassa. Veniva di tanto in tanto accarezzato dalla brezza calda del
ventilatore. “Se avessimo avuto un figlio l’avremmo chiamato così” sussurrava al tavolo. Aveva gli occhi lucidi e sorrideva.


Pedro Aversa @aversa.pedro

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