“Incub-azione…”

di Matteo Macidonio; 
foto: @pohemian_rhapsodies


Sogno una notte che sia notte
Che copra con la sua oscurità ogni imperfezione, ogni mancanza.
Che ogni luce sia spenta...

soprattutto quella nella mia testa

Ma ogni notte è una tempesta.


Nell’orecchio destro, appoggiato al cuscino, arriva il ticchettio di un orologio, non sai da dove venga, non sai perché,
ma insiste, sempre più logorante
Il suono avanza, ora lo senti anche nell’orecchio sinistro

ti giri

cercando di spegnere tutto


Guardi in alto,

lasci scivolare i tuoi sensi


nel vuoto.


Sei definitivamente sveglio.


Il soffitto è un cielo cupo,
senza stelle, carico di nuvole.

Gli occhi sono fulmini,
lampeggiano nel buio



I pensieri sono tuoni, assordanti squarciano il silenzio della notte.


Chiudi gli occhi, cercando di cancellare ogni luce o rumore

ma li senti più forti.

Arrivati a svegliarti...

Sei solo, ma sembrate in trecento
Sei solo tu, ma senti un lamento


Fuori si sente solo qualche macchina passare...un suono che fa rilassare.

Forse ti ci abitui e rigiri di lato, un braccio sotto la testa
chiudi gli occhi.


Arriva la pioggia, a cancellare tutto:
scivola sul tuo viso
poi sul cuscino



Era notte ed ora è Mattino.

Matteo Macidonio (@matteomacidonio)

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