“Dialogo del pifferaio magico ed un topo…”

di Antonio di Cori (@antoniodicor); artwork: Pietro Rimoli (@_shadhyb_).

Questo pezzo fa parte della rubrica “conversazioni musicali“, in cui frasi di canzoni si intrufolano nei racconti e nelle poesie, si intrecciano con le nostre storie e prendono vita nei dialoghi dei nostri personaggi:

Attenzione vi racconterò la storia del pifferaio magico, sentiamo per ordine come andarono le cose (eiacula precocemente l’Impero).

Pifferario “Un oceano di silenzio mi circonda, io è un altro.”

Topo “Caro pifferaio, il mio problema è che sono incontentabile, non mi sta mai bene niente…dice la gente.”

Pifferaio “Vengo anche io dal ventre della paranoia, pur vestito con occhi da orientale...”

Topo “Sto perdendo il controllo, tutte queste restrizioni da sopportare, lontano dalla luce delle 6 e dalle odissee nella notte. Ultimo stadio, quando le prime luci danno il quadro dipinto a mano con vernici e radio.”

Pifferaio “Posso capirti, da ciò che mi confidi c’hai la capoccia dura pure te. La tua vita appesa ad un filo ed io tengo le forbici.”

Una notte atomica ci ha rimboccato le palpebre (you can feel it), le produzioni seriali di cieli stellati, le caramelle. I sorrisi in spiaggia, la Luna dipinta come un angelo anormale.

Topo “Sento che mi mancano le prime indimenticabili volte: la prima volta che sentii una rima era il ’96. Ricordo gli scooter rubati, le tasche piene di montana..."

Pifferaio “Ma in fondo, voi reietti, non avete sempre agito incuranti delle restrizioni legali del momento?”

Topo “Forse questa volta non è sufficiente, davanti i miei occhi il mondo sfila, tema da un film per Babilonia versione 2000, per ogni debito sto pagando. Clima isterico intorno ma ancora sto cercando, navigherò la notte (forse) e senza meta andrò...”

Pifferaio “Sono lo specchio alla cui immagine vorresti somigliare, lo sto capendo. Mi piace l’oppio, la religione, il Lego, l’assenzio, ma chi nasce tenace non po' esse coglione!”

Le restrizioni degli ultimi mesi, avevano impedito a troppi topi di navigare la notte, così che nessuno più sapeva se ci fosse ancora LA NOTTE, oppure si era trasformata in un poster affisso fuori dalle loro finestre: una delle tante simulazioni da software possibili.

Pifferaio “Mi dispiace, non so cosa dirti, ci provai qualche notte fa ad uscire. Non mi uccise la morte (il virus) ma due guardie bigotte, mi cercarono l’anima a forza di botte.”


Antonio Di Cori 

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