“Milano d’estate…”

di Pedro Aversa @aversa.pedro;
foto: Anna Toscano @rossofloyd.



Milano d’estate è un anziano che passeggia sotto il sole con il suo cagnolino. Un anziano che strascica i pedi e socchiude gli occhi vedendo in lontananza i fantasmi di un passato quasi dimenticato. E il cane, un piccolo Bichon Havanais, con un mantello cordato annerito dall’età che segue passo-passo il padrone, senza staccargli gli occhi di dosso. Come un figlio mai avuto. Come il figlio mai avuto.
Era stata una malattia a portarla via, in un giorno d’estate, un giorno come questo, quaranta anni fa. L’anziano cammina ancora girando la via, nascondendosi all’ombra. Il sole gioca con la chioma di un cipresso, illuminando ora il viso del vecchio, ora il busto, ora il corpo del Havanais.
Porta una camicia a quadretti bianca e azzurra e dei lunghi pantaloni beige di tela leggera. Evidenti macchie sulle ascelle e all’altezza della pancia cominciano a formarsi e intravedersi alla luce del sole. Il piccolo cagnolino maltato lascia cadere la lingua e comincia a oscillare con la coda, ora a sinistra, ora a destra. Respira affannosamente. Ha sete. Il vecchio lo guarda con un sorriso.
«Dai, Amira, in fondo alla via c’è il parco» sussurra con voce grattata e profonda. Trent’anni di Malboro Rosso senza filtro e quindici di sigari gli hanno conferito una voce da doppiatore di spaghetti western. Il cane fa cenno di sì con la testa. Il vecchio sorride. Attraversano con calma disarmante un desolato viale Vittorio Veneto. Nemmeno le cicale sono più a Milano con queste temperature.
Alle porte del parco c’è un giovane uomo di colore con uno zaino rosso e dei libri in mano. Sembra aspettarlo. Quando sono a distanza da conversazione, l’uomo di colore prova a vendergli i libri parlando in maniera macchiettistica. L’anziano lo ferma con un cenno della mano e lo guarda dritto negli occhi. Il ragazzo ha gli occhi neri, scavati dalla fame e profondi come solchi nel deserto africano. Il pensiero di Vanessa gli ritorna in mente. Le dune alle porte di Marrakech, quella notte nel deserto, quella sensazione che tutto stava andando per il meglio. Una lacrima scivola sul suo volto. Il ragazzo lo nota.
«Ti compro un libro» dice il vecchio. Il ragazzo sorride. Gli porge un libro dai disegni caldi con un titolo: “storie africane”. L’anziano lo guarda e accenna un sorriso a labbra chiuse. Amira zampetta verso il ragazzo e si arrampica sui piedi. Respira affannosamente.
«Hai dell’acqua per lui?» fa il vecchio indicando il cane. Il ragazzo risponde di sì.



Pedro Aversa
@aversa.pedro

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